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Cenni sull’evoluzione della rosa


La rosa é sempre stata apprezzata dagli uomini di tutte le epoche, fu coltivato nei giardini dei Babilonesi (XX sec. a.C.), degli Assiri e degli Egiziani, in epoche più recenti era tenuta in gran conto dai Greci e dai Romani. Il poeta Virgilio (70-19 A.C.), nelle Georgiche ci parla già di una rosa rossa che fioriva due volte all’anno . Con la caduta dell’impero Romano, gran parte delle varietà coltivate venne perduta e per un lungo periodo si coltivò unicamente la Rosa gallica ed alcune mutazioni naturali della stessa.
Nel 1270 il Thibauld visconte della Brie di ritorno dalle crociate importò in Francia la Rosa damascena, una rosa con due fioriture annuali che fu molto tempo usata per la produzione di profumi. In un secondo tempo approdarono in Europa la Rosa moschata (1590), la centifolia e la alba (1597). Molto più tardi (1797) venne importata dalla Cina la Rosa bengalensis, chiamata per la sua grande attitudine alla fioritura Rosa semperflorens. Gran parte ebbe nella storia delle moderne varietà l’introduzione dall’India di tipi derivati dalla Rosa indica fragrans, detta anche Rosa thea..
Tra la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento la rosa diventa un fiore di gran moda e si diffonde in molti giardini, di pari passo aumenta il numero degli appassionati che si dedicano agli incroci ed alle semine. Nel 1819 Souchey ottiene la “Rose du Roi”, di colore rosso violaceo , che grazie alle sue doti di rifiorenza fu molto coltivata in Francia. Dall’ incrocio di tipi derivati dalla Rosa centifolia e R. thea nacque nel 1839-40 un nuovo tipo definito come R. bifera..
Le varietà di questa tribù dominarono il mercato fino ai primi decenni del XIX secolo, la “Safrano”, una delle rose più coltivate nella nostra provincia, apparteneva a questa linea. Un’altro tipo di rosa (Soleil d’or) fu presentato nel 1901 dal floricoltore J. Pernet di Lione, frutto di incroci tra le R. ibride rifiorenti ed una varietà di R. lutea, prese il nome dallo scopritore e fu indicata come Rosa pernetiana. Questo nuovo tipo si presentava con un’interessante colore giallo sfumato di rosso ma a causa della scarsa vigoria della vegetazione, ebbe un successo molto effimero. Ibridi di R. pernetiana, di poliantha ed altre tribù incrociate con gli ibridi di thea contribuirono a costituire le rose moderne, che a partire dal 1930 contenderanno il mercato con sempre maggiore fortuna alle rose bifere.
È questo il periodo delle varietà “Edith Helen”, “Talisman”, “Coburg”, “Druschki” che si contenderanno le colture della Riviera con le varietà Italiane di Domenico Aicardi: la “Gloria di Roma”, “Signora Piero Puricelli” e “Eterna giovinezza”.


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