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Primi tipi di garofano

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Primi tipi di garofano


Nei primi decenni dell’ottocento uno dei tipi di garofano più coltivato fu il “Grenadin”, usato sia nei giardini sia in coltivazioni più estese veniva impiegato per la produzione di essenze e per produzione di liquori. Garofano a stelo corto con fiori semidoppi, con colori soprattutto scuri (rosso, cremisi) era moltiplicato per seme e fioriva unicamente in primavera. Insieme a questo si possono citare i garofani “Margherita” anch’essi moltiplicati per seme, più corti di stelo e soprattutto adatti alla coltivazione nei giardini. Entrambi questi tipi fiorivano una volta all’anno, a partire dalla tarda primavera.
Nel 1830 il coltivatore Lionese Dalmais identificò in un suo incrocio ( Oeillet de Mabon x Oeillet de Bisbon) piante con tendenza a fiorire anche in condizioni di giorno corto. Tale carattere fu ripreso anche da altri floricoltori e nel 1850 alcune linee di garofani mostravano già una parziale rifiorenza invernale. Indubbiamente, in questo periodo, grande importanza ebbe la linea dei Malmaison ottenuta dall’ orticoltore Laine; più compatti ma migliorati nel carattere di rifiorenza furono i garofani della linea Chabaud dell’omonimo costitutore e la linea Allegatiere. Questi ultimi detti anche “Tige de fer” si distinguevano per steli che reggevano verticalmente il fiore a differenza dei primi Malmaison in cui i fiori pendevano lateralmente. Sempre nello stesso periodo le varietà Francesi vengono importate in America dove si inizia un’opera di miglioramento parallela; in particolare é da ricordare il costitutore Peter Fisher e due delle sue più famose varietà: “Mrs. Thomas Lawson” (1870) ed “Enchantress”. Alla fine dell’ottocento in Inghilterra per opera del costitutore James Douglas e dei fratelli Alwood, viene ulteriormente fissata la rifiorenza (1920-1940). Queste varietà insieme all’evoluzione delle linee Francesi dettero vita al tipo indicato come Malmaison rifiorente (più tardi indicato genericamente come garofano rifiorente). Più o meno nello stesso periodo approdano nella Costa Azzurra le prime varietà Americane e comincia nella Riviera dei Fiori la costituzione di varietà Italiane. Tra i primi costitutori della nostra zona oltre Domenico Aicardi ed Ermanno Moro, di cui si tratterà più diffusamente in seguito, é doveroso citare Sigifredo Alborno la cui varietà più coltivata fu la “Bella dei Colli” e Cicin Gaiaudo famoso per la varietà “Fanny” e molto più tardi per il “S. Giovanni”. Dal 1920 al 1940 ad opera di Aicardi, Moro e Mansuino vengono introdotte molte nuove varietà, in particolare ci piace ricordare la varietà “Anita” un garofano rosa di Ermanno Moro ottenuta da questo costitutore all’età di soli vent’anni; il “Minerva” di Aicardi, le varietà “Fede” e “Rossini” di Mansuino.
Nonostante l’impegno dei nostri costitutori, in questo periodo, il nostro mercato é ancora dominato dalle varietà francesi: “FontMerle”, “Saint Jean”, “Pellepot”, “Aline” che rimarranno tra le varietà più coltivate fino alla seconda Guerra Mondiale. Immediatamente dopo il conflitto le varietà Italiane cominciano ad imporsi ma vengono coltivate anche molte varietà Nizzarde (“Enfant de Nice”, “Candid”), tra i nostri ottenimenti di maggior pregio, di quel peroiodo, ricordiamo l’Ester di Moro e il Rosso Brea di Mansuino. Nel 1946 dall’America sbarcano in Europa le prime varietà Sim che pur non riuscendo ad imporsi nelle Riviera dei Fiori vengono largamente coltivate nelle altre zone di produzione. Da questo periodo in avanti si comincerà a parlare di “garofani mediterranei”, indicando con questo termine le linee Italiane e Francesi per distinguerle da quelle Americane. Fino al 1955 le coltivazioni di garofano della nostra Riviera erano tutte di pien’aria, le varietà erano estremamente rustiche, spesso a calice spaccone, mentre le varietà Americane erano selezionate unicamente per la coltivazione protetta, dove rimanevano prevalentemente in calice. Dal 1956, in parte a causa del terribile gelo, in parte per l’evoluzione delle tecniche agronomiche dettate dai Sim, molte coltivazioni di garofano passarono in serra. È da questo periodo che cominciano ad apparire le prime varietà Liguri a calice intero adatte alla coltura protetta; sono di questi anni la varietà Marte (1958) di Martini Giuseppe, Califfo di Ermanno Moro, Finlandia e Ida di Mansuino. Pochi anni dopo (1960) in America nascono i garofani Spray, linee da fiore reciso con più boccioli per stelo, questo tipo, adatto sopratutto alla coltura estiva avrà uno scarso successo in Italia. Nella prima metà degli anni 1970 arrivano sul mercato tre nuovi tipi di garofano frutto di incroci interspecifici, i Cinesini di Nobbio, gli Eoli di Ezio Brea e la linea del Pulcino di Mansuino.
Un grande miglioramento del garofano, in cui i nostri costitutori ebbero grande merito, fu il “calice intero”. Fino al 1960 parte delle varietà Italiane e Francesi si mostrava in calice in certi periodi, ma con il sopraggiungere della primavera spaccava a causa dell’aumento del numero di petali; alcune di esse conservavano una certa armonia (Anita) mentre la maggior parte lasciavano cadere lateralmente la corolla (Nizzardi, Arc en Ciel, Atleta, Solferino, S. Giovanni) . Dal 1950 in avanti, i garofani Sim, si proposero ai consumatori come fiori quasi sempre in calice e poco a poco questo carattere venne richiesto come standard su tutti i tipi di garofano. Sulla base di questa esigenza i costitutori Italiani, ottennero in breve tempo varietà in calice attuando una selezione soprattutto su tre diversi caratteri:
• la stabilità nell’arco dell’anno del numero di petali,
• la forma del calice,
• il numero dei sepali.
Alcune varietà, con l’aumento della temperatura e della radiazione luminosa, aumentavano il numero dei petali e producevano fiori scoppioni (Nobbio 1951); selezionando le varietà in cui questa variazione fosse più contenuta, si limitò la spaccatura del calice. Per lo stesso motivo furono favorite le varietà a calice più corto e campanulato e quelle che presentavano un maggior numero di sepali.


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