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Nascita delle varietà


Fin dai tempi più antichi amatori e giardinieri si sono dedicati a coltivare e selezionare varietà diverse dello stesso genere; nuovamente parliamo di giardini, di collezioni private e sporadicamente di limitate coltivazioni per fiore reciso dove le esigenze qualitative del prodotto finale erano relative.
Nelle prime coltivazioni industriali venivano ancora usate le varietà prese nei giardini, ma già la scelta veniva limitata ai tipi con caratteri ben definiti, é il caso del Grenadin e del Margherita, nei garofani, della Safrano nella rosa, del “Barbaroux” nel ranuncolo. Con il mutare della domanda e con il delinearsi della figura del floricoltore professionista nacque sempre di più l’esigenza di differenziare il proprio prodotto fornendo fiori più grandi, colori diversi, forme più armoniche ed altri caratteri che permettessero un maggior reddito.
Le prime varietà appositamente selezionate per la coltura industriale arrivarono in Riviera dalla vicina Francia, dove le coltivazioni specializzate erano già iniziate fin dal 1830. I primi ottenimenti Italiani fanno la loro comparsa dopo la fine della prima guerra mondiale, per lo più prodotti da coltivatori evoluti che su un lato della coltivazione selezionavano in modo puramente empirico e sopperivano con la sensibilità e la passione alla mancanza di conoscenza. Le prime specie oggetto di ricerca furono la rosa ed il garofano ma fu soprattutto su quest’ultimo che si concentrarono le ricerche italiane. I garofani dominarono, infatti, il mercato floricolo fino alla metà degli anni ‘70, arrivando a costituire da soli il 64% dell’intera produzione floricola italiana. I cambiamenti apportati a questa specie per renderla idonea alla coltivazione industriale sono talmente radicali che guardando una varietà moderna con difficoltà se ne possono far risalire le origini alle specie originarie.


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